Evgeny Nechkasov (in arte Askr Svarte; nato nel 1991) è un tradizionalista, filosofo, docente e attivista russo. E’redattore ed editore dell’almanacco pagano tradizionalista “Warha”, e caporedattore del sito web “Fondazione delle Religioni Tradizionaliste” — un media pagano e indipendente russo. Dal 2010 è coinvolto nell’attività politica (ex capo del Movimento Giovanile Euroasiatico locale) e nello sviluppo del movimento e della comunità pagana in Russia. E’ autore di libri riguardanti la tradizione germanico-scandinava, la teologia pagana e la filosofia tradizionalista e di decine di articoli e saggi di critica alla New Age, alle correnti di sinistra liberale e post-moderna nel neopaganesimo russo e occidentale. Dal 2017 appare anche come esperto e oratore del tradizionalismo pagano e della tradizione germanico-scandinava per la stampa russa, in TV, in conferenze aperte e in campi di studi religiosi.
E’discendente dei tedeschi della Bessarabia (Bessarabiendeutsche), esiliati in Siberia durante la prima metà del XX secolo. Vive permanentemente a Novosibirsk, Siberia occidentale, Russia.
“Il Tradizionalismo è in un certo senso un metalinguaggio per descrivere l’era di degrado e declino dell’essere-nel-mondo (In-der-Welt-sein) in tutti i suoi aspetti. Pertanto, è una base adeguata per le tradizioni pagane Indo-Europee, e per quanti affrontano il logos distruttivo, Occidentale ed eurocentrico dell’era moderna”.
Nel tuo saggio ‘Polemos’, nel delineare i tratti dell’attitudine che il ‘tradizionalismo pagano’ dovrebbe assumere nei confronti della Modernità e della Post-Modernità, esprimi un dura critica nei confronti di internet e della rete globale. Non è pensabile, almeno parzialmente, un uso a fini ‘tradizionali’ della tecnologia?
No, non vi sono da principio opzioni per un uso «tradizionale» delle tecnologie moderne. Da qui la rapida ed indiscutibile conclusione che tutte le idee del cosiddetto «Archeofuturismo» non hanno nulla a che fare con il tradizionalismo o con il conservatorismo, o con la Nuova Destra Europea. Noi facciamo uso della Rete Globale e di alcuni dei suoi strumenti, ma non di tutti. Io propongo di considerarla come un ambiente oggettivamente sfavorevole. Le nostre possibilità di controllarla sono molto basse, le persone hanno perso da tempo il controllo sulla tecnologia, da un banale frigorifero a sistemi di controllo globale, l’internet delle cose, I BigData, le Politiche dei Dati ecc…Si potrebbe paragonare questo fenomeno ad una dipendenza, ma la situazione è anche peggiore. Oggi non solo le persone, i gruppi etnici, le culture, i paesi, ma anche gli oggetti ordinari, come gli utensili da cucina o gli animali ed i fenomeni naturali non esistono se non sono connessi alla rete o se non sono in quale modo costruiti per la sorveglianza digitale. Questa è una radicale violazione patologica delnostro esser-ci (Dasein), che si riduce ad un essere-connessi. Essere significa essere-in rete. Una pellicola di alienazione è creata tra l’essere delle persone, l’essere di una persona, l’essere del sacro e molti altri differenti paesaggi naturali (una pluralità di Nature), che divene una mediatrice totalitario e l’arbitro di tutto ciò che esiste. E’ una tecnica, che Heidegger chiamò Gestell nel suo potere globale industriale, scientifico ed economico. Da qui una ulteriore conclusione che una tecnica autonoma ed indipendente quale «semplice strumento» sia un mito. La Tecnica è l’ideologia del Moderno e del Postmoderno incarnata nella realtà oggettiva concreta, ed essa lavorerà sempre, lentamente o velocemente, per distruggere ogni forma del Sacro.
Si dovrebbe usare la Rete Globale o altre tecnologie come se si maneggiasse una sostanza demoniaca molto pericolosa. Ed in opposizione a questa immersione, si dovrebbero creare legami e punti d’appoggio più forti e più ravvicinati con il mondo reale, creando propri centri, insediamenti lontano dalle città, osservando una ‘igiene digitale’ ecc…
Parlando di tecnologia, hai etichettato la biopolitica come espressione di forze antitradizionali. Inoltre hai fatto rientrare le manipolazioni dell’informazione da parte dei media nella sfera dei simulacra, rappresentazioni prive di realtà. Qual è la tua posizione sull’‘emergenza pandemica del Covid-19’, il principale argomento politico-mediatico mondiale da più di un anno, e sulla ‘politica del vaccino’?
Il virus stesso, la malattia, esiste. Il suo tasso di mortalità è molto basso se comparato ad altre pandemie. Non importa se questa piaga sia apparsa in modo naturale, o se sia la fuoriuscita di un’arma biologica. Tutti gli eventi più importanti ed essenziali hanno luogo non nei polmoni di una persona infetta, ma nel mondo dei media, della politica e del capitale. Questa è la ‘infodemia’. La pandemia ha accelerato tutti i processi per l’implementazione su larga scala di sistemi di controllo digitale della popolazione globale. Se non fosse stato per la pandemia, avrebbero trovato un diverso pretesto, così come si è usata l’isteria per il terrorismo due decenni fa. I pretesti sono secondari, gli obiettivi sono primari. L’infodemia Covid-19 ha fornito a molti attori globali la necessaria finestra di opportunità, gli argomenti ed il potere per un’accelerazione. Si potrebbe far riferimento a Klaus Schwab ed alla sua idea di Quarta Rivoluzione Industriale, il suo progetto chiamato «Global Reset». Potremmo far riferimento al governo russo ed alla nostra banca principale «Sberbank», che è coinvolta in tutto questo. Le persone sono state soggette ad un addestramento di massa attraverso l’esaudimento di richieste, il che è insensato dal punto di vista sanitario. Alcuni paesi hanno anche introdotto reati penali per la mancata obbedienza o per dubitare della loro adeguatezza. Questo ha lo scopo di spezzare la volontà, il pensiero creativo e financo critico, per ottenere la subordinazione biopolitica dei corpi dei cittadini alla volontà delle elite, e la spaccatura del «elites contro popolo» – questo è il principale motore della protesta, del populismo di destra e di sinistra a livello globale negli ultimi anni.
Infine, sebbene il numero dei voli internazionali sia drasticamente diminuito, il turismo sia quasi scomparso, la logistica della produzione sia stata bloccata ecc..,il globalismo autentico ha ricevuto una spinta possente. Il globalismo autentico è la migrazione delle persone nella realtà virtuale, dove perdono tutte le caratteristiche della propria cultura etnica, trasformandosi in utenti, giocatori di giochi di ruolo multiplayer, consumatori di propaganda di sinistra liberale da Netflix ecc… Allo stesso tempo, le persone sono rigidamente attaccate al corpo della tecnologia, ai cavi fisici o alle onde wireless delle reti. Questo è quanto ho studiato e descritto nel libro «Tradizione e Shock Futuro»
La pandemia del Covid-19 ha drasticamente ridotto la tempistica di questo processo. Prendendo quale esempio la Russia, mi aspetto l’installazione di un quale sistema di controllo di tipo cinese da qui a dieci anni. E questo non riguarda solo in Russia, ma è un processo di distruzione del mondo libero e della pluralità dei popoli e delle loro culture.
Nella tua disamina della Post-Modernità, hai definito l’America come sua patria d’elezione e centro di diffusione. In questa fase storica assistiamo all’affermarsi di un assetto multipolare, con l’ascesa della Cina quale nuova superpotenza Come giudichi questo fenomeno? La tua patria, la Russia, è inoltre spesso vista qui in Europa come un polo antagonista agli USA anche sul piano valoriale. Come giudichi questa analisi?
L’america è un progetto da tabula rasa. Qui possiamo ricordare Jean Baudrillard e i suoi viaggi filosofici in America. L’Europa ha una sua storia, un suo retroterra culturale millenario, radici profonde e connessioni complesse. L’America non ha nulla di tutto questo, da qui l’enorme popolarità dell’era della Frontiera e del pioniere, esploratore ed avventuriero libertario che conquista la terra vuota del West (gli indiani non erano considerati esseri umani, ma parte della fauna). E da qui i grandi problemi con una cosa così importante quale la casa. Una grande quantità di opere letterarie e film dell’orrore statunitensi hanno per ambientazione abitazioni sinistre, demoniache od assassine. L’america è metafisicamente senza casa, senza radici. Pertanto, l’America parte immediatamente dal punto in cui l’Europa era degradata nel corso dei secoli. Se l’Europa ha opzioni, l’America ha al suo interno sono un vuoto, un sorriso Hollywoodiano di plastica ed un melting pot. L’America è esclusivamente un progetto futurologico: non ha alcun passato.
La Cina oggi è l’Occidente stesso. La Cina ha un’ideologia socialista occidentale, che a suo tempo era la più progressista nella parte europea del continente. La Cina ha un’economia capitalista globale ed un mercato di consumo. La Cina è uno dei leader globali sul piano della tecnologia e della logistica. Certo, i cinesi hanno una propria specificità culturale sul piano dell’estetica e della vita quotidiana, ma su tutti i fronti la Cina è la continuazione e l’incarnazione della metafisica Occidentale Moderna all’altro estremo del continente Eurasiatico. Pertanto, il conflitto tra USA e Cina è un conflitto interno all’Occidente, all’interno del globalismo moderno, all’interno della Gestell per chi sarà il principale soggetto ed attore della globalizzazione, della tecnologizzazione e del capitalismo nel futuro. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Martin Heidegger scrisse che l’Europa era stretta nella morsa tra l’America e l’URSS, che entrambe erano l’impersonificazione della già defunta metafisica Occidentale, e che non aveva senso scegliere tra l’una e l’altra opzione. Oggi siamo nella stessa situazione, il mondo è stretto tra gli USA e la Cina, ed entrambe sono la stessa forma di male, che agisce sotto differenti maschere e bandiere.
La Russia è governata dalla stessa «palude» che è usata per descrivere il Deep State americano. A dispetto del fatto che il discorso sulla sua unicità di civiltà sia da tempo diventato un luogo comune, nessun passo è stato davvero intrapreso in questa direzione. Solo simulazioni e profanazioni. L’agenda conservatrice è stata simulata con successo per la TV e per la conversione in voto alle elezioni, così come per la propaganda esterna per il pubblico conservatore occidentale.L’elite finanziaria nel settore bancario e nel governo stanno attivamente implementando il programma di Klaus Schwab, con correzioni per gli interessi dei servizi speciali locali. La Russia ha una delle migliori coperture internet nel Mondo ed uno degli accessi Internet più economici. Le elite culturali ed i giovani sono completamente liberali di destra e cosmopoliti, e lo stato ha completamente perso intere generazioni. Lo strato oligarchico dirigente è esclusivamente interessato nel migliorare la politica di tassazione e nel controllare i cittadini. Pertanto, io sono totalmente pessimista in merito al futuro della Russia.
Io supporto l’idea del multipolarismo, ma non vedo ragioni per considerare il Mondo come tale. Ognuno dei cosiddetti «nuovi poli» è impegnato nella stessa cosa: modernizzazione dell’industria, crescita economica, stabilimento di alleanze globali o glocali, investimento in sviluppo e progresso, ecc… In parole povere, questo è sempre lo stesso Mondo della Modernità e della Gestell, solo più difficile che negli anni ’90.
Quest’anno è prevista la pubblicazione del secondo volume di ‘Polemos’ in inglese, assieme al tuo nuovo lavoro ‘Tradizione e Futur Shock’. Cosa dobbiamo aspettarci da questi testi?
Il secondo volume di «Polemos» continua e sviluppa i metodi presentati nella prima parte. Esso si concentra sugli argomenti più difficili: la relazione del paganesimo con le religioni abramitiche, descrizioni di come il pensiero pagano superi dall’interno le limitazioni del monoteismo e del creazionismo. L’argomento più importante è la questione dell’Eros e, ad esempio, il rifiuto di ogni forma di femminismo e di perversione gender. I militanti di sinistra all’interno del paganesimo cercano spesso di giustificare le proprie patologie attraverso l’opposizione al cristianesimo (ad esempio, vi è anche una interpretazione queer di Odino). Io mostro come non vi sia ragione per questo nel paganesimo Europeo. Un altro argomento che tratto brevemente è la dimensione politica del paganesimo moderno. Questa è un’area molto voluminosa, io credo che nell’ambito del tradizionalismo pagano si debba sviluppare una direzione politica assolutamente indipendente, che incontri gli interessi della pluralità delle tradizioni e dei popoli pagani. In breve, non vedo la ragione perchè i pagani supportino stati, partiti e regimi che non soddisfano le loro idee, interessi ed obiettivi sufficientemente ed in maniera esplicita. Questo va contro la situazione corrente in cui i conservatori stanno cercando di unirsi ed agire? Va bene così.
«Tradizione e Shock Futuro: Visioni di Futuro che non è il nostro», esso ora esiste quale manoscritto in russo. Non sarà pubblicato perchè la comunità pagana non è pronta per questo testo. Dalla prefazione ed indice dei contenuti che sono disponibili in Inglese, emerge chiaramente come il libro espanda alcuni argomenti trattati dal secondo volume di «Polemos» e durante la nostra discussione. Si tratta di una critica frontale alla civiltà industriale e post-industriale, al nuovo concetto di verità europeo, alla tecnologia, al progresso, all’archeofuturismo ed all’accelerazionismo di destra. E’uno studio ai progetti transumanisti nella cultura, nella scienza e nella realtà che ci circonda. E inoltre la necessaria lettura dello spettro ideologico del primitivismo e della semplificazione (vita semplice, persone semplici) dalla posizione del sacrocentrismo e del tradizionalismo pagano.




